Milano, MM Cadorna, Raccordo Rossa-Verde, Ora di punta, Inverno 2014

Se mi muovo lentamente, molto lentamente, non mi vedono, vanno troppo veloci, se mi muovo
lentamente, posso diventar muro, bianco e graffiato, o pavimento, a bolle, grigio e calpestato, se mi muovo
lentamente, non sentono il mio odore, sono troppo occupati, e io posso avvicinarmi a chi voglio… quella
ragazza laggiù per esempio, sembra dolce, e guarda in su, nessuno guarda in su, tutti guardano nell’i-phone,
nell’ipad, nella borsa, ma nessuno guarda su, mi avvicino lentamente, molto lentamente, non si accorge di
me, O-O ma aspetta… guarda qui che c’è, un chiodo, mi chino lentamente, molto lentamente, rovina
questo bel pavimento a bolle, lo sta bucando, ahia!
“Toglilo! Toglilo! Toglilo!”

Ora lo tolgo, zitte vociacce del malaugurio, non dovete dirmi sempre cosa fare, lo so da me, il mio dito può
insinuarsi ovunque, se lo inarco abbastanza, riesco a sentire la testa del chiodo, eccola, adesso piano, con
molta pazienza, la tiro via, O-O, un buco, un buco in questo bel pavimento a bolle, ahia che male, lecco la
ferita, guarisce prima se la lecco, la saliva serve a questo, a far rimarginare le ferite, anche gli animali si
leccano le ferite, ora posso rialzarmi, ho fatto tutto, è come nuovo, e posso apparire alla ragazza, eccomi,
mi vedi, ehi, sono qui, siiiii mi vede, e sorride anche, oddio però, il buco, O-O è ancora lì, non se n’è andato,
potrei tapparlo col chiodo, dov’è il chiodo, l’ho messo in tasca, ah si, è qui, lo rimetto, e se gli faccio male, è
un chiodo, con una punta appuntitissima, che entra dentro dentro dentro, non posso rimetterlo, lecco
allora, lecco, uuuuh si è chinata anche lei, ha visto il buco, l’ha visto.

Monetine, monetine luccicanti per me, che belle, si le voglio, dammele.
<<S e, ti dooo qu e stee… la sm e tti d iii l ecc areeee peeer ttt errra??>>

Non posso, non posso, devo far guarire la ferita, l’hai visto anche tu il buco.
Ascoltami tu, devo leccare la ferita, altrimenti non guarisce, lo sanno tutti.
Non posso non leccare, la ferita potrebbe ingrandirsi e sanguinare, perché mi chiedi questo.


Via Leopardi 34, Scala B, 2° piano, Cucin
a

Marta e Giorgio stanno cenando.

– Oggi mi è successa una cosa bella, bella e brutta, te la racconto?
– Domani ho la presentazione della campagna marketing internazionale…
– Ero in metropolitana e a un tratto ho visto un uomo bellissimo.
– Saranno presenti tutti i capoccia…
– Ascoltami! Aveva due occhi grigio azzurri che non mi hanno lasciato scampo. E assomigliava a Robin
Williams ne “La leggenda del re pescatore”. Infatti era un barbone, un po’ stracciato, un po’ puzzolente, ma
dritto come un fuso mi veniva incontro. E la folla si apriva. Sembrava Gesù Cristo.
– Poi parto direttamente per Amburgo e la presento ai capoccia tedeschi…
– Mi è venuto incontro e ha spalancato gli occhi in un sorriso. Poi ha visto qualcosa per terra. C’era un
chiodo nel pavimento a bolle. Si è chinato e, dopo vari tentativi, è riuscito a toglierlo. E poi? Sai cosa ha
fatto? Ha iniziato a leccare per terra. Come per far scomparire il buco. Leccava e strofinava. Strofinava e
leccava. Ho provato a distrarlo con delle monetine, ma non mi ascoltava.
– … e torno mercoledì sera.

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