Quel giorno, la metropolitana era diversa. Non la solita folla anonima e silenziosa, ma tanta gente impaziente e vestita con gli stessi colori: sciarpe e maglie, bandiere e cappellini, i passeggeri erano tutti in nerazzurro per andare a San Siro a vedere l’Inter nell’ultima partita di campionato.
Era un metrò speciale, quello che si presentava quel pomeriggio agli occhi di Mariolino: il treno sotterraneo che di solito lo conduceva negli ospedali cittadini era infatti invaso da migliaia di tifosi festanti ed anche l’atmosfera era notevolmente diversa.

Stazione Lotto: con la mano in quella di papà Carlo, Mariolino salì le scale ed imboccò viale Caprilli. Pochi minuti di passeggiata ed ecco lo stadio di San Siro, maestoso ed affollato. Le formazioni di Inter e Cesena annunciate dall’altoparlante, l’ingresso in campo dei giocatori, l’urlo dei tifosi, il fischio dell’arbitro: era iniziata la prima partita di Mariolino a San Siro.

Quel giorno era il 19 maggio 1974. L’Inter vinse 3 ad 1 con reti di Boninsegna al decimo ed al venticinquesimo e di Massa al settantaduesimo; per il Cesena segnò Braida all’ottantanovesimo. Per l’Inter giocarono Bordon, Fedele, Facchetti, Bertini, Giubertoni, Burgnich (Skoglund), Massa, Mazzola, Boninsegna, Bedin, Nicoli. I nerazzurri chiusero il campionato al quarto posto e si qualificarono per la Coppa Uefa edizione 1974 – 1975; con ventiquattro gol, di cui cinque su rigore, Boninsegna vinse il titolo di capocannoniere.

Quel pomeriggio, mentre uscivano dallo stadio, Mariolino era felice e pensò che da allora avrebbe avuto del metrò un altro ricordo: non più medici ed ospedali, ma San Siro in festa.

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