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Per la realizzazione della segnaletica Albini scelse di collaborare con il grafico olandese Bob Noorda. La scelta di studiare un immagine coordinata per la metropolitana e per la sua segnaletica fu un’innovazione nel panorama italiano e solo il secondo esempio al mondo dopo il progetto grafico di Colin Forbes per l’aeroporto di Londra Heathrow nel 1961. La segnaletica dei trasporti pubblici usciva dalle officine per entrare negli studi degli architetti e dei designer: funzionalità ed estetica insieme.

MM1 - prove ottiche colore
Prove ottiche

Albini e Noorda effettuarono un analisi particolarmente approfondita e razionale sul progetto e sulle parti già realizzate nel 1961, anno in cui entrarono a far parte del team della Linea 1. In particolare si dovette studiare un complesso di segnalazioni relative al nome della stazione stessa, alle uscite, ai tratti percorsi e da percorrere, alla localizzazione del punto di arrivo in rapporto alla circostante zona urbana, ed ai servizi pubblici di superficie utilizzabili. Ecco come Bob Noorda ricorda le esperienze di quel momento: “..La metropolitana era completamente nuova. La struttura era stata completata e in quel periodo l’architetto Albini ha avuto l’incarico di progettare l’arredamento delle varie stazioni. Anche lui si è trovato in un momento, direi, abbastanza difficile, perché le strutture erano tutte di una finitura di cemento. D’accordo, era tutto calcolato per il flusso dei passeggeri ecc., ma non come finitura. Allora Albini ha trovato una soluzione molto semplice direi, di mettere nelle pareti un certo materiale e risolvere tutto con un grande design. Io ho avuto la fortuna di essere stato chiamato da Albini dal primo momento che lui aveva cominciato a lavorare al progetto. E allora ce l’abbiamo fatta… di solito funzionava così: un architetto finiva tutto il suo arredamento e diceva: adesso ci vogliono un po’ di cartelli che dicano le direzioni. Invece no, questo passo è stato fatto in stretta collaborazione, abbiamo tirato fuori un nuovo sistema, la famosa fascia rossa della linea uno, e la verde per la due, che porta solo le indicazioni per la segnaletica per trovare la strada in questi ambienti e anche sulla banchina. Una novità.

MM1 - schema colore 1

Prima di allora infatti c’era solo il nome della stazione al centro della banchina, come nelle stazioni di Parigi o Londra. Io invece ho proposto l’idea di ripetere il nome della stazione ogni cinque metri, in maniera che un passeggero su una vettura che entra in stazione possa subito vedere in quale stazione si trova, ancora col treno in movimento. Questa è stata direi la grande novità mondiale. Ho dovuto studiare un nuovo tipo di carattere. Sono partito da un carattere esistente, Helvetica, che allora era anche abbastanza nuovo. Facendo delle prove, però, dovevo usare questo carattere bianco su fondo rosso, cioè in negativo. Prendendo l’Helvetica su questo fondo, il chiaro era troppo chiaro, il nero diventava troppo chiaro, perché l’effetto in negativo è sempre che il carattere si allarga otticamente. Ho accorciato, quindi, tutti i discendenti e ascendenti delle lettere, in maniera che l’occhio del carattere risulti più grande. Questa soluzione sulla banda continua funzionava molto meglio. Per quello ho dovuto disegnare a mano 64 caratteri, all’epoca non c’era ancora il computer …”

Font Metropolitana Milano
I font della Metropolitana realizzati da Bob Noorda

Noorda non si fermò al solo impianto della segnaletica ma affrontò anche la scelta di un font appositamente creato, basato sul carattere Helvetica. Inoltre creò una serie di icone e lo schema della rete stessa, tutti elementi purtroppo oggi in gran parte persi. E’ interessante notare come l’iscrizione delle frecce in un fondo circolare, permetta facilmente di poterle ruotare senza modificarne il disegno. La linea guida era la semplicità, la chiarezza del linguaggio grafico, ripulito da qualsiasi orpello decorativo, che non fosse una semplice linea spessa, oltre all’uso del minor numero di colori possibili; quindi anche il font doveva essere ripulito da qualsiasi decoro che ne appesantisse la lettura. Questa scelta, che oggi può apparire scontata, negli anni ’60 era in realtà decisamente innovativa, pochissimi erano gli esempi simili se non quelli legati al sistema svizzero. Il progetto toccò con grande attenzione il posizionamento della segnaletica, in modo che la lettura fosse immediata per le persone sia in piedi che sedute all’interno del treno, inoltre l’unitarietà di tale altezza e posizione, era fondamentale per “abituare” l’occhio del passeggero, cosa che non poteva avvenire per esempio nella metropolitana di Londra o Berlino dove ogni stazione aveva una differente tipologia grafica delle indicazioni. Il nome della stazione era ripetuto ogni 5 metri, con un’altezza di 2 metri dal piano della banchina.

MM1 - Banchina Conciliazione - 1964
Banchina Conciliazione – 1964

Una menzione a parte la merita la scelta dell’emblema stesso della Metropolitana Milanese, intesa sia come società che come servizio vero e proprio; tale logo infatti oltre che sui documenti ufficiali doveva servire soprattutto come punto di richiamo, univoco e riconoscibile, nell’ambito urbano. Differenti furono le ipotesi, ma sostanzialmente sono tre quelle meritevoli di attenzione.

Progetto della palina originale secondo Noorda
Progetto della palina originale secondo Noorda

Il primo caso fu quello studiato da Noorda che ha la caratteristica di abbandonare la linearità del carattere Helvetica, per introdurre una certa morbidezza portata dagli spigoli arrotondati, con l’interessante peculiarità di presentare le due “M” specchiate simmetricamente una sull’altra. Successivamente si trasformarono le due M eliminando le curve e ritornando alla severità dell’angolo retto, fino ad arrivare alla soluzione attuale, un’unica M, nel medesimo font delle precedenti. Solo una caratteristica è rimasta invariata sin dall’inizio, il fondo rosso e il carattere bianco, per tutte le linee. Successivamente si decise di adottare semplicemente due M, sempre bianche su fondo Rosso, ma affiancate simmetricamente, realizzate con il carattere Futura Medium.

 

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