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La prima ferrovia sotterranea urbana nasce a Londra nel 1863, ad opera della società privata “Metropolitan Railway Company” da cui ne mutuò subito il nome. A Milano, città che ospitò Leonardo Da Vinci, primo a ipotizzare la separazione dei flussi lungo le strade, il primo progetto vagamente assimilabile a una metropolitana risale al 1857, quando l’ingegner Mira ipotizza di usare i canali che attraversavano Milano come vie di comunicazione. Sarà l’architetto Giovanni Brocca, nel 1873, ad eseguire il primo progetto che prevedeva lo svuotamento della cerchia dei navigli e l’inserimento dell’alveo di un’ippovia con tanto di deposito nel bacino di San Marco.

Candiani Castiglioni 1905 - Metro Milano 50
Fermata Cordusio – Progetto Candiani Castiglioni, 1905

Solo tra il 1903 e il 1905 gli ingegneri Leopoldo Candiani e Carlo Castiglioni, nel progettare il nuovo assetto ferroviario della città, ipotizzarono la realizzazione di due stazioni poste simmetricamente ad est e ovest della città, in sostituzione della vecchia e sottodimensionata stazione centrale. Per collegare le due stazioni fu pensata una metropolitana, una singola linea che collegasse i due terminal ferroviari, con fermate nei principali luoghi della città inclusi il Duomo, Cordusio, via Pagano. Da questo momento in poi si susseguono decine e decine di progetti.

Nel 1907 nasce il secondo progetto dell’ingegner Achille Bassetti che presentava due linee: la prima dal Duomo alla nuova Stazione Centrale, la cui prima pietra fu posta nel 1906, e la seconda di forma circolare con la funzione di collegare le stazioni ferroviarie e i capilinea delle maggiori tranvie interurbane. Nel 1909 gli ingegneri Anziani Giovanni e Beretta presentarono un loro progetto denominato: Linea elettrica direttissima centrale, che prevedeva un collegamento diretto tra Piazza Duomo e la nuova Stazione Centrale, con una sola fermata intermedia in corrispondenza della vecchia Stazione Centrale in Piazza della Repubblica. Nel 1910 il Comune metteva a disposizione i primi fondi per lo studio di una rete metropolitana. Nello stesso anno gli ingegneri Giovanni Masera e Angelo Pavia vedono il loro piano regolatore approvato dal Consiglio Comunale. Ancora nel 1910 tocca all’ingegner Carlo Broggi, progetta ben cinque linee: A, B, C, D ed E; lo sviluppo totale di questo impianto, che per l’epoca era notevole, è, tuttavia, di appena 36 km.

Duomo - Planimetria generale - Metro Milano 50
Fermata Duomo – Progetto Broggi, 1910

Nel proporre il metodo costruttivo Broggi fa alcune importanti considerazioni sulle falde acquifere e la geologia su cui poggia Milano, infatti le falde arrivano fino a 5 metri dalla superficie grazie anche ad un terreno formato da ghiaie sciolte che arrivano fino a 30 metri di profondità e, di conseguenza, l’infrastruttura doveva essere il più possibile superficiale. Tra le stazioni progettate certamente la più interessante è quella di Piazza del Duomo dove quattro delle cinque linee si sarebbero dovute incrociare; Broggi disegnò una serie di corridori che permettevano l’interscambio tra le linee senza uscire in strada, soluzione oggi ovvia ma allora non frequente.

Con la deliberazione della Giunta comunale di Milano del 26 settembre 1912, viene ufficializzato l’interesse per la realizzazione di un generico sistema di trasporto sotterraneo. Per questo motivo venne ordinato agli uffici tecnici di rendersi disponibili a tutti quei progettisti che avessero voluto fare proposte in tal senso. Il primo luglio 1913 la Giunta deliberò la creazione di una commissione per l’esame dei progetti e ne nomina i tredici membri fra i quali rappresentati politici, tecnici e delle Ferrovie dello Stato. Contemporaneamente fu istituita una sottocommissione con il compito di definire i requisiti tecnici minimi; fra le altre considerazioni emerse che il numero di passeggeri annui non sarebbe dovuto essere inferiore a quanti trasportati dal sistema tranviario, che costituiva comunque il termine di paragone. Furono sei i progetti presentati: il progetto di Enrico Beretta, che prevedeva la realizzazione di linee radiali interrate in trincee coperte nel centro e in superficie nelle zona meno densamente abitate; Piazza del Duomo sarebbe divenuta il fulcro dell’intero sistema, grazie anche all’interramento del “carosello” ovvero il macchinoso ed ingombrante capolinea tranviario che occupava l’intera piazza. Il secondo fu lavoro degli ingegneri Gianfreschini e Carminati, presentatisi con il nome di Groupe d’etude du chemin de fer metropolitain de Milan, prevedeva due linea (A e B) con un’unica intersezione in Piazza del Duomo. Il terzo progetto fu creato dall’ingegner Vismara Baldassarre e prevede la realizzazione di una circonvallazione lungo la cerchia dei Bastioni Spagnoli e con deviazione per toccare la costruenda Stazione Centrale. Prevedeva inoltre la realizzazione di due linee radiali convergenti in Piazza del Duomo. Il quarto fu un nuovo progetto di Castiglioni e Candiani per una “tranvia urbana metropolitana” prevedeva una linea che collegasse la costruenda Stazione Centrale con il Duomo, il Castello, la stazione delle Ferrovie Nord, e la stazione di Porta Genova; in parte con tunnel sotterranei, soprattutto in centro, e in parte con viadotti sopraelevati. Il quinto fu un progetto di Giovanni Anzini prevedeva la costruzione di una linea direttissima elettrificata dal Palazzo dei Giureconsulti in via Mercanti verso la Nuova Stazione Centrale, passando per la Vecchia Stazione. Il sesto e ultimo progetto fu presentato dalla Società Generale Edison di Elettricità insieme con le ditte Siemens-Halske ed AEG, con la Banca Generale Italiana e Credito Italiano (oggi Unicredit). Il progetto prevedeva un’unica linea di 6,2 km che collegasse i capilinea delle linee interurbane allora ancora gestite dalla Edison stessa.

Sempre nel 1913, un piano anonimo prevedeva la creazione di una sola linea, che partendo dalla stazione di Porta Genova arrivasse a Piazzale Loreto, passando per la nuova Stazione Centrale e per Piazza del Duomo.. La lunghezza totale sarebbe stata di 6,2 km e la linea si sarebbe poi interconnessa con la rete tranviaria tramite rampe di uscita dei veicoli poste ai due capilinea. Il 21 novembre 1914 la Commissione si riunisce nuovamente, ormai quasi del tutto rinnovata, con presidente lo stesso Sindaco avvocato Caldara. La prima decisione è che la metropolitana sarebbe stata una ferrovia a tutti gli effetti indipendente dai tram. Il 31 dicembre 1914 la commissione effettua la sua ultima seduta concludendo che i tempi erano troppo prematuri per pensare alla costruzione di una metropolitana.

Nel 1920 il comune, con delibera del 28 ottobre, approva i progetti elaborati dall’Ufficio Tecnico con la direzione del Bassetti. Ma una flessione nella domanda di trasporto nei due anni successivi, congiuntamente ad un pesante complesso burocratico relativo alla tassazione dei titoli di viaggio porto nuovamente alla sospensione delle procedure attuative. Intanto, nel 1921 sempre Bassetti è incaricato dal Comune di effettuare un primo viaggio a Parigi, Berlino ed Amburgo per lo studio delle metropolitane di quelle città. Nel 1922 vengono portati avanti gli studi e vengono riproposte alcune varianti alla linea Loreto – Maddalena per una migliore connessione con la Nuova Stazione Centrale.

Nel 1923 la Società Anonima Ferrovie Metropolitane di Milano progetta una linea che partendo da Piazza Piemonte tocca la stazione delle Ferrovie Nord, e si dirama in due tronchi presso il Cordusio.

Corografia progetto Broggi - 1924 - Metro Milano Rossa
Fermata Duomo per il Sindacato Studi Metropolitana

Nel 1924 Carlo Broggi presenta un nuovo progetto per conto del Sindacato di studi per la costruzione e l’esercizio delle metropolitane e tram della città di Milano che prevede due sole linee (A e B) con incrocio in Piazza Duomo. L’anno successivo saranno apportate alcune modifiche al progetto, per recepire alcune indicazioni della Commissione, e le linee verranno aumentante di numero di lunghezza; in questo nuovo progetto si può vedere un primo embrione dell’attuale Linea 1.

Nel 1927 viene premiato il nuovo Piano Regolatore Generale ad opera dell’architetto Piero Portaluppi e dell’ingegnere Marco Semenza, che include una rete metropolitana completa. Intanto una nuova Commissione Comunale esprimeva nuovamente dubbi riguardo la necessità di una metropolitana, orientandosi sulla costruzione di alcune gallerie nel centro storico, dove far transitare i tram. Tra il 1929 e il 1930 venne eseguito un nuovo progetto da parte dell’Ufficio Metropolitana Municipale che prevedeva cinque linee radiali (da A ad E), con molte somiglianze con la “Rete delle Linee” degli anni ’50. Nel 1930 il progetto del piano regolatore fu completato, a cura dei vincitori del bando, l’architetto Piero Portaluppi e l’ingegnere Marco Semenza.. Come illustrato nel volume Milano com’è ora, come sarà, oltre a descrivere il piano urbanistico, viene illustrata una rete, pensata da Semenza, di cinque linee (da A ad E) metropolitane.

Nel 1933, in un nuovo scritto dal titolo Di alcuni elementi che permettono di precalcolare il volume di traffico sulle future linee metropolitane di Milano, Marco Semenza progetterà una nuova rete, nella quale compare, per la prima volta, l’intera Linea 1 quasi perfettamente coincidente con l’attuale metropolitana rossa. Si tratta del primo embrione del progetto che, impiegherà ben 24 anni per passare alla fase attuativa. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il 28 luglio 1933 espresse parere favorevole per le sole tratte urbane dell’ambizioso progetto Semenza. Nello stesso anno il piano regolatore venne adeguato alle prescrizioni ministeriali e prese il nome dell’ingegner Cesare Albertini e il Comune scelse la linea Sesto-Duomo-Magenta come prima metropolitana da realizzare.

Cadorna progetto - Metro Milano 50
Cadorna per il settimo progetto Bassetti

Nel 1942 le vicende della seconda guerra mondiale bloccarono le procedure, nonostante ciò alcuni progettisti continuano il loro lavoro, come Achille Bassetti il qui progetto prevedeva sempre cinque linee (A-E) di cui la prima ricalcava il progetto di Semenza, dandone come ormai acquisito il tracciato.

Nel 1949 l’assessore Agostino Giambelli riprese i progetti dimenticati prima dello scoppio del conflitto per passare finalmente alla fase realizzativa.

Il 6 agosto 1952 la Giunta del Sindaco Virgilio Ferrari ricreò nuovamente una Commissione che poi divenne Ufficio Tecnico Comunale, presieduta dall’ingegner Amerigo Belloni. Finalmente, dopo più di un secolo d’ipotesi, progetti e studi, nel 1953 viene presentato il progetto della rete della metropolitana Milanese al Ministero dei Trasporti che lo approverà il 14 gennaio 1955 con il decreto n.5207, a seguito del parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, per i primi 12,3 km di linea con 21 stazioni non senza numerose prescrizioni e raccomandazioni. A seguito di questo consenso, il Comune costituì, il 6 ottobre 1955, la Metropolitana Milanese S.p.a. (MM) concessionaria esclusiva per la costruzione e l’esercizio della metropolitana, presieduta dall’ingegner Ercole Bottani, professore del Politecnico.

Rete Metro Milano Rossa
La rete delle linee, 1957

A seguito dell’approvazione preliminare, la MM redisse il progetto definitivo delle prime quattro linee contraddistinte per numero e colore, aspetto questo che diventò, da subito, la caratteristica principale dell’intero impianto. Tale progetto viene infine definitivamente approvato dal Ministero dei Trasporti con il decreto n. 694 del 16 novembre 1958 e con il voto favorevole del Consiglio Superiore dei LL.PP. n. 1649 del 24 luglio 1958, dando così immediatamente il via ai lavori del primo lotto, il 12 giugno 1957.

 

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